Blog: http://terzostato.ilcannocchiale.it

Le tribolazioni di un lunacense a Lunac

Il polpo Paul saluta tutti e se ne va. No, non farà più pronostici, hanno deciso per lui dal parco acquatico di Oberhausen, dopo avergli fatto fare otto scommesse vincenti su altrettante partite dei Mondiali. Proprio adesso che Paolo Villaggio, dalle colonne del Manifesto, aveva proposto di chiedergli come sarebbe andata a finire fra Israeliani e Palestinesi, e altre sciocchezze simili (nuova P2 o vecchia imprenditoria italiana, generali del Ros condannati per presunti reati o perché "mele marce", cardinali arrestati per pedofilia o per anticomunismo in Belgio, massacri di eritrei respinti alle frontiere perché pericolosi criminali o in seguito ad accordi fra Libia e Italia, leggi contro i diritti assoluti diventati tutti relativi in ossequio alla grande lezione liberale o in barba alla lotta contro il relativismo culturale del Pontefice, se si spacca prima e meglio la maggioranza o l'opposizione, operai per strada per ridar fiato alla Fiat o per rifare grande la Vecchia Signora, restituzione delle deleghe dei Presidenti delle Regioni ad eccezione di quelli della Lega Nord per accelerare il federalismo o per difendere a spada tratta i tagli del governo centrale, eccetera eccetera eccetera). Proprio adesso che i bookmakers di tutto il mondo se lo contendevano, il polpo Paul. Proprio adesso che i giornalisti sportivi italiani avevano trovato un valido alleato nel richiamarsi alla sua autorità: e non sembri uno scherzo, dato che Arrigo Sacchi, ammirato come un vate in tutte le trasmissioni calcistiche in Italia malgrado le poche vittorie entro i confini nazionali, e tutte con la squadra allora più forte del mondo senza discussioni e di parecchie lunghezze, ha dichiarato di considerare una scienza l'astrologia. Mentre Giacobbo dirigerà una puntata speciale di "Voyager", sono aperte le scommesse su cosa farà Sacchi il 20 dicembre 2012: purtroppo il polpo Paul, hanno deciso in Germania, non potrà parteciparvi. Visto che è stato pescato al largo dell'isola d'Elba ci sarebbero tutti gli estremi per chiederne l'estradizione: ma a che pro? In caso di pronostici infausti per l'Italia o, il che è lo stesso, per il Presidente del Consiglio, essi sarebbero immediatamente censurati dall'informazione pubblica, o del Presidente del Consiglio, il che è lo stesso. Ora, io ho provato il polpo in umido, in agrodolce, crudo e lessato; ma il polpo imbavagliato devo confessare che mi fa tristezza.
E' stato quando ho sentito che il polpo Paul si ritira che ho deciso qualcosa che già da tempo andavo confusamente meditando. E' stato allora che ho capito irrevocabilmente di aver fatto il mio tempo, come blogger, come studioso, come uomo, come tutto e come la nullità che sono. Non avendo il coraggio di Catone di Utica, ho dunque commissionato ad uno sconosciuto il mio suicidio. E' stato pure facile: l'ho trovato sulla chat di Gogol (ormai, come il Ministero della Sanità non si chiama più Ministero della Sanità bensì Ministero della Salute - grazie - prego - si figuri - non c'è di che, anche il motore di ricerca più diffuso è stato ribattezzato Gogol; e magari se al Ministero della Difesa avessero utilizzato un noto antivirus russo, sarebbe stato ribattezzato Dostoevskij): lui, o lei, non sono sceso nei dettagli, stava facendo un casting per un film porno. Gli ho proposto di guadagnare di più. Lei, o lui, pensava inizialmente che fossi uno spammer, uno di quelli che ti propongono il Casino on line o il Viagra, e mi ha detto con parole irriferibili di stare alla larga perché lui, o lei, era un/a professionista serio/a. Invece poi ci siamo chiariti; gli ho detto di avere un conto in banca enorme, bastava non far riferimento al mio ma al saldo al 2009 della città di Lunac; mi ha chiesto se ne fossi un amministratore, gli ho risposto che Lunac non ha mai avuto bisogno di un amministratore, tantomeno adesso. "Ma insomma, i soldi li hai nella tua disponibilità oppure stiamo perdendo tempo?" "Li ho, li ho: chiedi di..." e gli ho fatto il nome di un politico di Lunac. "Siamo sicuri?" "Fa' questo nome e non ti preoccupare che i soldi saltano fuori anche dai tombini, a questo nome a Lunac si aprono porte, portoni e portelle." Poi gli ho commissionato il mio suicidio. "Aspetta un attimo... cioè, mi stai chiedendo di ucciderti?" "Sì, che ci sto a fare qui, ormai..." A questo punto il mio sconosciuto interlocutore in cerca di attori porno si è trasformato nello Spirito Santo Paraclito. Leggendomi irremovibile, anche perché non avevo mai pensato a fare il pornoattore prima per pigrizia, poi per noia, infine per ironia, ha scritto: "Ma lo avrai capito il mestiere che faccio... io non uccido né faccio uccidere nessuno... al massimo..." "Al massimo?" Mi riferisce che nei suoi film è pedissequamente praticata e predicata la pedicatio. Perdo le staffe  e cado da cavallo, cioè dalla sedia. Poi mi rialzo e scrivo: "Ma ti pareva che se era soltanto per farmi inculare, nella mia posizione, non mi sarei rivolto direttamente al Presidente della mia Regione?" Dopo aver atteso un po' la risposta, altri caratteri hanno ripreso a danzare sul mio monitor: "Anche questo è giusto. Ma insomma, da me che vuoi?" Esatto, da lei, o da lui, che volevo? Il polpo Paul mi guardava con la stessa espressione di Massimo Mauro: era insopportabile. Tutto ha ricominciato a girarmi intorno, i pronostici azzeccati, le vaschette, la finale, il bacio del portiere spagnolo alla fidanzata che lo stava intervistando (io cosa avrei fatto se la mia ipotetica ragazza mi avesse baciato durante una lezione?), le risate far capolino dalle pelate di Marco Mazzocchi e Serse Cosmi, la matrioska di Costanzo e Galeazzi, il baffo di Bartoletti, le rughe con filtro flou della Ferrari, le vuvuzelas di Felipe Melo, l'Olanda di Dunga e la Germania di Maradona, il tutto nella sgradevole impressione di affondare in una materia putrescente e fetida in un vaso a forma di ombrello. Cosa potevo chiedere a un produttore, o una produttrice di film porno?
Ancora una volta mi sono affidato al mio polpo Paul personale, cioè all'odore dei miei calzini: se passabile, avrei interrotto la comunicazione con scuse infinite. Me li sfilo, li annuso, ho un malore. Dopo essermi ripreso a fatica li butto direttamente dal balcone incurante dell'urlo, della frenata, dello scontro e delle bestemmie orribili che salivano dalla strada e formulo la mia richiesta. "Vada per l'inculata." Già immagino le obiezioni di qualcuno dei miei lettori: "Ma non potevi rivolgerti direttamente al Presidente della tua Regione, che ci pare si stia già adoperando con ogni mezzo a sua disposizione per accontentare te e tanti altri nella tua posizione e anche in altre?" Messa così, infatti, non avrebbe avuto senso. Senonché ha prevalso il mio lato bastardo, affidato al mio polpo Paul personale, che nemmeno voglio rammentare. Al mio interlocutore misterioso non ho descritto i miei connotati, ma quelli del politico lunacense di cui sopra. Un'inculata al posto di un suicidio non fa nemmeno ridere, me ne rendo conto. Ma che a pagarla debba essere proprio colui che la subisce fa proprio piangere. Ancora una volta il polpo Paul ha azzeccato il pronostico: e voi tutti politici che mi state leggendo, preparate il culo. La prossima volta che mi viene voglia di suicidarmi, potrei descrivere i vostri connotati e far pagare il servizio a un certo signor Carboni.

 

 

Pubblicato il 12/7/2010 alle 17.52 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web