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Questo blog è casa mia. Come una casa si arreda secondo i propri gusti, così su questo spazio scrivo quello che mi pare, con o senza il gradimento altrui. Gli unici nomi reali che vi compaiono appartengono a personaggi pubblici, riguardo ai quali, si spera ancora per qualche tempo, è in vigore la libertà d'opinione. A volte anche a me, come a tutti i gestori di spazi simili a questo, succede di scrivere storie ispirate a vicende personali. Ma in quei casi i nomi sono o fittizi o assenti del tutto. Se qualcuno o qualcuna, geograficamente vicino o vicina a me, crede di riconoscersi in qualche personaggio di cui scrivo, sono problemi esclusivamente suoi: da parte mia, posso soltanto consigliare a questi individui di non far più visita a questo spazio. Io racconto storie, non rilascio deposizioni giudiziarie, né faccio pettegolezzo da portineria: quest'ultimo soprattutto è uno sport che lascio volentieri ad altri o ad altre. Concludo questa seconda avvertenza, che si è resa necessaria contro la mia volontà, con un proverbio napoletano che calza a pennello con la circostanza: "Chi vò male a chesta casa addà crepà primm ca trase."


Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950. "Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." - Pubblicato nella rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950





un dito per maroni























 

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12 luglio 2010

Le tribolazioni di un lunacense a Lunac

Il polpo Paul saluta tutti e se ne va. No, non farà più pronostici, hanno deciso per lui dal parco acquatico di Oberhausen, dopo avergli fatto fare otto scommesse vincenti su altrettante partite dei Mondiali. Proprio adesso che Paolo Villaggio, dalle colonne del Manifesto, aveva proposto di chiedergli come sarebbe andata a finire fra Israeliani e Palestinesi, e altre sciocchezze simili (nuova P2 o vecchia imprenditoria italiana, generali del Ros condannati per presunti reati o perché "mele marce", cardinali arrestati per pedofilia o per anticomunismo in Belgio, massacri di eritrei respinti alle frontiere perché pericolosi criminali o in seguito ad accordi fra Libia e Italia, leggi contro i diritti assoluti diventati tutti relativi in ossequio alla grande lezione liberale o in barba alla lotta contro il relativismo culturale del Pontefice, se si spacca prima e meglio la maggioranza o l'opposizione, operai per strada per ridar fiato alla Fiat o per rifare grande la Vecchia Signora, restituzione delle deleghe dei Presidenti delle Regioni ad eccezione di quelli della Lega Nord per accelerare il federalismo o per difendere a spada tratta i tagli del governo centrale, eccetera eccetera eccetera). Proprio adesso che i bookmakers di tutto il mondo se lo contendevano, il polpo Paul. Proprio adesso che i giornalisti sportivi italiani avevano trovato un valido alleato nel richiamarsi alla sua autorità: e non sembri uno scherzo, dato che Arrigo Sacchi, ammirato come un vate in tutte le trasmissioni calcistiche in Italia malgrado le poche vittorie entro i confini nazionali, e tutte con la squadra allora più forte del mondo senza discussioni e di parecchie lunghezze, ha dichiarato di considerare una scienza l'astrologia. Mentre Giacobbo dirigerà una puntata speciale di "Voyager", sono aperte le scommesse su cosa farà Sacchi il 20 dicembre 2012: purtroppo il polpo Paul, hanno deciso in Germania, non potrà parteciparvi. Visto che è stato pescato al largo dell'isola d'Elba ci sarebbero tutti gli estremi per chiederne l'estradizione: ma a che pro? In caso di pronostici infausti per l'Italia o, il che è lo stesso, per il Presidente del Consiglio, essi sarebbero immediatamente censurati dall'informazione pubblica, o del Presidente del Consiglio, il che è lo stesso. Ora, io ho provato il polpo in umido, in agrodolce, crudo e lessato; ma il polpo imbavagliato devo confessare che mi fa tristezza.
E' stato quando ho sentito che il polpo Paul si ritira che ho deciso qualcosa che già da tempo andavo confusamente meditando. E' stato allora che ho capito irrevocabilmente di aver fatto il mio tempo, come blogger, come studioso, come uomo, come tutto e come la nullità che sono. Non avendo il coraggio di Catone di Utica, ho dunque commissionato ad uno sconosciuto il mio suicidio. E' stato pure facile: l'ho trovato sulla chat di Gogol (ormai, come il Ministero della Sanità non si chiama più Ministero della Sanità bensì Ministero della Salute - grazie - prego - si figuri - non c'è di che, anche il motore di ricerca più diffuso è stato ribattezzato Gogol; e magari se al Ministero della Difesa avessero utilizzato un noto antivirus russo, sarebbe stato ribattezzato Dostoevskij): lui, o lei, non sono sceso nei dettagli, stava facendo un casting per un film porno. Gli ho proposto di guadagnare di più. Lei, o lui, pensava inizialmente che fossi uno spammer, uno di quelli che ti propongono il Casino on line o il Viagra, e mi ha detto con parole irriferibili di stare alla larga perché lui, o lei, era un/a professionista serio/a. Invece poi ci siamo chiariti; gli ho detto di avere un conto in banca enorme, bastava non far riferimento al mio ma al saldo al 2009 della città di Lunac; mi ha chiesto se ne fossi un amministratore, gli ho risposto che Lunac non ha mai avuto bisogno di un amministratore, tantomeno adesso. "Ma insomma, i soldi li hai nella tua disponibilità oppure stiamo perdendo tempo?" "Li ho, li ho: chiedi di..." e gli ho fatto il nome di un politico di Lunac. "Siamo sicuri?" "Fa' questo nome e non ti preoccupare che i soldi saltano fuori anche dai tombini, a questo nome a Lunac si aprono porte, portoni e portelle." Poi gli ho commissionato il mio suicidio. "Aspetta un attimo... cioè, mi stai chiedendo di ucciderti?" "Sì, che ci sto a fare qui, ormai..." A questo punto il mio sconosciuto interlocutore in cerca di attori porno si è trasformato nello Spirito Santo Paraclito. Leggendomi irremovibile, anche perché non avevo mai pensato a fare il pornoattore prima per pigrizia, poi per noia, infine per ironia, ha scritto: "Ma lo avrai capito il mestiere che faccio... io non uccido né faccio uccidere nessuno... al massimo..." "Al massimo?" Mi riferisce che nei suoi film è pedissequamente praticata e predicata la pedicatio. Perdo le staffe  e cado da cavallo, cioè dalla sedia. Poi mi rialzo e scrivo: "Ma ti pareva che se era soltanto per farmi inculare, nella mia posizione, non mi sarei rivolto direttamente al Presidente della mia Regione?" Dopo aver atteso un po' la risposta, altri caratteri hanno ripreso a danzare sul mio monitor: "Anche questo è giusto. Ma insomma, da me che vuoi?" Esatto, da lei, o da lui, che volevo? Il polpo Paul mi guardava con la stessa espressione di Massimo Mauro: era insopportabile. Tutto ha ricominciato a girarmi intorno, i pronostici azzeccati, le vaschette, la finale, il bacio del portiere spagnolo alla fidanzata che lo stava intervistando (io cosa avrei fatto se la mia ipotetica ragazza mi avesse baciato durante una lezione?), le risate far capolino dalle pelate di Marco Mazzocchi e Serse Cosmi, la matrioska di Costanzo e Galeazzi, il baffo di Bartoletti, le rughe con filtro flou della Ferrari, le vuvuzelas di Felipe Melo, l'Olanda di Dunga e la Germania di Maradona, il tutto nella sgradevole impressione di affondare in una materia putrescente e fetida in un vaso a forma di ombrello. Cosa potevo chiedere a un produttore, o una produttrice di film porno?
Ancora una volta mi sono affidato al mio polpo Paul personale, cioè all'odore dei miei calzini: se passabile, avrei interrotto la comunicazione con scuse infinite. Me li sfilo, li annuso, ho un malore. Dopo essermi ripreso a fatica li butto direttamente dal balcone incurante dell'urlo, della frenata, dello scontro e delle bestemmie orribili che salivano dalla strada e formulo la mia richiesta. "Vada per l'inculata." Già immagino le obiezioni di qualcuno dei miei lettori: "Ma non potevi rivolgerti direttamente al Presidente della tua Regione, che ci pare si stia già adoperando con ogni mezzo a sua disposizione per accontentare te e tanti altri nella tua posizione e anche in altre?" Messa così, infatti, non avrebbe avuto senso. Senonché ha prevalso il mio lato bastardo, affidato al mio polpo Paul personale, che nemmeno voglio rammentare. Al mio interlocutore misterioso non ho descritto i miei connotati, ma quelli del politico lunacense di cui sopra. Un'inculata al posto di un suicidio non fa nemmeno ridere, me ne rendo conto. Ma che a pagarla debba essere proprio colui che la subisce fa proprio piangere. Ancora una volta il polpo Paul ha azzeccato il pronostico: e voi tutti politici che mi state leggendo, preparate il culo. La prossima volta che mi viene voglia di suicidarmi, potrei descrivere i vostri connotati e far pagare il servizio a un certo signor Carboni.

 

 


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20 gennaio 2008

Pensieri da un'altra vita

 "Quando hai amato una persona nella vita, allora puoi amarla una sola volta. Quando sei stato amico di una persona, lo sei per sempre." Maglio che colpisce, ma lontano, lontano, molto fuori di me. E lama che mi attraversa lentamente le carni. E non mi uccide. Un flash. E se così fosse anche per gli altri? L'ultima boccata mi appare consolante, e le volute mi rispondono. No, che non lo è...



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31 agosto 2007

Un ricordo

Un omaggio a uno dei miei gruppi preferiti... e l'ombra di un ricordo, leggera e tiepida come il sole d'inverno. L'inverno in cui tutto fu travolto, e tutto tornò all'inizio, col tempo ineluttabile che riconciliò il momento: me; dopo l'estremo limite della sofferenza, in cui altro non c'era che lo spazio e il tempo davanti, e niente dietro. Non sono un eroe tragico. Non sono un traditore, neppure di una specie sacra; sono un innocente che torna sempre sul luogo del delitto mai compiuto. Sono un bambino mai nato che piange sulla vita che non ha vissuto; l'uno e il tutto scelto per la collera di potenze a me sconosciute, ma che conosco bene perché sono in me, e io sono loro, con tutte le debolezze primigenie della creatura, che ride della crudeltà che non capisce... Sono un coso senza soggetto e senza oggetto, con poca azione e molta fantasia. In definitiva, non sono niente; non posso voler essere niente. Ho dentro di me tutti i sogni del mondo.



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